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L’obiettivo è esplicitamente dichiarato: valorizzare una filiera strategica per la regione Puglia, che risulta la prima produttrice di frumento duro a livello nazionale e che rappresenta un vero e proprio “distretto” del prodotto, con numerose industrie di prima e seconda trasformazione.

“La consistente riduzione delle superfici investite a frumento duro, legata all’introduzione del disaccoppiamento, all’estrema volatilità dei prezzi ed agli elevati costi di produzione – ricorda la prof.ssa Zina Flagella, docente di agronomia presso l’Università degli Studi di Foggia – ha accentuato lo strutturale deficit di produzione della regione Puglia, cui si associa spesso anche un deficit qualitativo, che richiede importazioni sempre più frequenti dall’estero. Il progetto FRUDUFIL (“Promozione della qualità tecnologica e salutistica del frumento duro per il miglioramento della competitivita della filiera” – misura 124 P.S.R. 2007/2013) condotto sinergicamente fra l’Università e la Fondazione Bonomo, si propone dunque di valorizzare la produzione regionale di frumento duro mediante l’ottimizzazione dei requisiti di qualità tecnologica, nutrizionale e salutistica, promuovendo l’integrazione di filiera e  garantendo la sostenibilità ambientale ed economica della coltura”.

Nell’ambito delle attività progettuali, la valorizzazione qualitativa della produzione viene perseguita da un lato definendo un idoneo disciplinare di produzione in relazione agli standard tecnologici attualmente richiesti dall’industria pastaria (ovvero elevato contenuto proteico, buona qualità del glutine ed indice di giallo); dall’ altro, utilizzando metodologie avanzate per determinare la valenza salutistica ed il potenziale allergenico della granella e della semola. La valenza salutistica (che riveste un interesse crescente per i consumatori e per l’industria di trasformazione), viene determinata attraverso la valutazione dell’attività antiossidante, in grado di prevenire patologie cronico-degenerative, ed il confronto fra genotipi tradizionalmente adattati all’ambiente pedoclimatico della regione Puglia e genotipi di più moderna costituzione. I risultati ottenuti mostrano che il processo di miglioramento genetico del frumento duro genera varietà che presentano elevate performance produttive e salutistiche, capaci di  innalzare la valenza nutrizionale ed i requisiti tecnologici dei prodotti trasformati “semola e pasta”.

Nell’ambito delle attività progettuali è stata poi pianificata un’ analisi specifica per valutare sia la sostenibilità ambientale che la sostenibilità economica associate alla produzione del frumento duro. L’analisi di sostenibilità ambientale è stata condotta applicando la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), attraverso cui sono identificati e quantificati gli impatti ambientali più significativi  legati all’attività di produzione. Parallelamente è stata condotta un’analisi di sostenibilità economica attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati bibliografici e dati primari (interviste a imprenditori agricoli e cooperative) al fine di valutare la reale redditività delle aziende produttrici della nostra regione.

Fondazione Bonomo

Ufficio Stampa e Relazioni Esterne